La Forrester Reserch ha elaborato un tool che ha classificato la popolazione del Web in base al loro livello di partecipazione.
Abbiamo quindi il gruppo:
dei "creators", coloro che pubblicano blog, pagine web personali, contenuti video o audio, scrivono aricoli e li postano online; i "critics", gli utenti che commentano, votano o contrinbuiscono a discussioni oline; i "collectors", gli utilizzatori dei Feed RSS, quelli che etichettano pagine e immagini e collezionano contenuti, insomma; vi sono poi i "joiners", coloro che mantengono un proprio profilo su siti di social networking, nonché quanti sono soliti visitare le pagine degli altri utenti all'interno degli spazi social; quindi gli "spectators", i lettori dei forum, delle pagine di recensione di prodotti o servizi, dei blog, quelli che guardano i video degli altri utenti e ascoltano i podcast; e infine gli "inactives", gli utenti inattivi che invece non fanno niente di tutto ciò. (via MediaBlog/Corsera)
Grazie a DotComa scopro che:
Bizzlr Does Social Network Recommendations
Many small and medium sized businesses may have an interest in maintaining a presence on social networks, but don't the time, money, or resources to do so. For them, a new service provided by a company called Bizzlr can help. For a small monthly fee, companies can use Bizzlr's solution to connect with customers on many of the major social networks. (via readwriteweb
Mi arriva questo email:
Dario @ 21.18 | categoria: logiche e cultura web | plink

Il quotidiano britannico Evening Leader ha avviato un esperimento di microblogging nello sport, facendo coprire dai suoi giornalisti degli incontri di calcio con una cronaca "in diretta" attraverso Twitter (la ormai famosa piattaforma che consente di pubblicare brevissimi "post" - non più lunghi di 140 caratteri - sul web e di trasmetterli in vari modi, sms, e-mail, web stesso, Rss, ecc.). (via dariosalvelli, via lsdi)

Su Opera Developer Community è stato pubblicato un interessantissimo articolo (in inglese), Stop using Ajax, sul rapporto tra Ajax, accessibilità e usabilità:
Lo sforzo per fare cose migliori non è abbastanza valido, se nel processo perdiamo del tutto alcuni dei nostri utenti. Penso al miglioramento progressivo come ad una gerarchia di obiettivi: l'accessibilità è il più alto, la cosa più importante, seguito dall'usabilità, seguita dall'estetica. Idealmente vogliamo tutte e tre, ma se ottenere uno degli obiettivi più bassi vuol dire sacrificarne uno più alto, allora ciò, semplicemente non è, per me, giustificabile.
[...]
Riassumendo:Via dariosalvelli
- Non dico che Ajax sia cattivo, dico che è immaturo.
- Non dico di non usare mai Ajax, dico si non usarlo per solo gusto di farlo e di provare ad evitarlo, per ora a favore di alternative accessibili.