Nova, il magazine tecnologico del sole 24ore, cambia formato, diventando tabloid e attiva il sito Novaonline che ha il compito di collegare contenuti dei blog a quelli della redazione.
L'idea è ottima: un punto di partenza per esplorare le idee e i contenuti prodotti dalla galassia Nova, tra l'archivio del giornale, Nova 24, (finalmente online), i pezzi scritti per Novaora! e i contenuti prodotti dai tanti blog ospitati sotto il marchio Nova100.
È un modo di creare contenuti e senso che amo molto e che applico nei non appena il progetto lo permette: tanti lavori singoli, tante persone singole, che producono contenuti differenti e autonomi che vengono messi insieme generando così altri significati e approfondimenti già per il fatto di essere stati tra loro accostati. È una delle possibilità offerte dal Web (per esempio usata dalla fantastica estensione per firefox feedly).
Mi piace meno, molto meno, il modo in cui questa cosa è stata realizzata. Il flash con i tre box "rotanti" rende forse l'idea di una piccola galassia di contenuti, ma di fatto spreca lo spazio e non genera connessioni di senso; e cosa forse più grave non genera interesse. I contenuti (tutti i contenuti) non mi sono mostrati, sono nascosti dallo strumento, devono essere tirati fuori.
Mi pare bello ma inutile...
In direzione contrario invece lavora il resto della pagina, con il video in evidenza e i filoni di ricerca.
Dario @ 15.26 | categoria: layout e usability | plink
La piccola porzione di parte abitata della rete che frequento si è messa a parlare di yogurt. Tutto nasce dall'iniziativa Danone che ha chiamato una serie di blogger per presentare loro l'Actimel.
Il web, ahiloro, ha sbeffeggiato non poco la cosa. E se da un lato ha ragione Mafe su frienddfeed a dire che il sarcasmo fine a se stesso è inutile e offensivo e che si dovrebbe comunque apprezzare lo sforzo, perché da qualche parte si deve cominciare a fare 2.0, dall'altro mi preme far notare che non sono affatto sicuro che questa cosa sia davvero 2.0.
Detto in altre parole, c'è lo sforzo a voler usare un nuovo canale, ma non c'è minimamente lo sforzo nel capire come lo si deve fare.
Basta guardare il video per capire che le blogger in questione sono considerate alla stregua di giornaliste: si è organizzata la conferenza stampa con rinfresco e alla fine viene fornita la cartella stampa. Ora sta al blogger scrivere il suo bel pezzo sul proprio giornale blog.
Ancora più illuminante della non reale apertura al web è la partecipazione al forum bertuccia.com dell'incaricata Actimel Danone. Ci mostra infatti cosa non è conversazione in rete:
Sono un'incaricata actimel-danacol e da oggi sono quì per rispondere ad ogni vostra domanda sui 2 prodotti!
In realtà, per come la vedo io, non è che i social cosi non contino un c***o, è che il 90% dei brand mass market non contano un c***o. Cioè contano nella realtà economica perché sono macchine da guerra dell'advertising, della distribuzione, della produzione. Sono carri armati del consumo automatico. Erano megacostruzioni perfette modellate sul modello pubblicitario. Fai lo spot e ci costruisci sopra il prodotto, per semplificare.
Ma nei social cosi non si vince con i carri armati, e lo spot non conta nulla, il prodotto torna in primo piano perché è quello l'oggetto socializzante. Il problema, a cui accennavo anche nel post sul Mulino Bianco, è che questi brand consumistici, così potenti nello spending, hanno smesso da tempo di contare qualcosa nella vita delle persone (non solo di quelle online, posto e non concesso che possa ancora valere la distinzione) e venendo meno l'ombrello dello spot, questa irrilevanza sta venendo a galla.
Signori, nelle conversazioni si parla di qualcosa che può cambiare il tuo futuro, o quello dei tuo figli o dei tuoi amici, dai prossimi 100 anni al primo pomeriggio del weekend. Non parlo solo del buco dell'ozono o del riscaldamento dell'atmosfera, parlo anche di roba terra terra ma che influisce un po' nella tua vita: un pomeriggio in compagnia di un videogame, una osteria per una mangiata fuori porta, di una partita da vedere assieme, un'applicazione iPhone da mostrare ai colleghi, e tante altre piccole e grandi cose, sociali come lo sono gran parte delle nostre attività durante la giornata. Ma uno yogurt, suvvia. Credo che anche il product manager della Danone se ne sia reso conto, parlando ai blogger. (via [mini]marketing)
Google ci "traccia" ma lo fa con garbo :)
Dopo essersi consultato con la Electronic frontieer foundation (Eff), organizzazione che si batte per il rispetto dei diritti online, Google ha infatti messo a punto un sistema di "uscita" dal servizio (opt-out) che risolve alcuni problemi tipici di simili soluzioni. Già, perché anche la fuga dai servizi di monitoraggio pubblicitario si basa sull'installazione di un cookie che ricorda al sistema la nostra volontà di non essere tracciati. Peccato che quando (ironicamente: proprio per ragioni di privacy) decidiamo di cancellare questi file dal nostro Pc finiamo per eliminare anche il baluardo che ci protegge dall'intrusione rimanendo così di nuovo esposti al controllo che non vogliamo.
Accettando la sfida della Eff Google ha però messo a punto un plug-in che consente al browser di ricordare la nostra scelta anche dopo l'eliminazione di tutti i cookie. Per ora, il sistema è disponibile solo per Firefox e Internet Explorer. (via vision post)
Il Berkman Center lancia Media Cloud, un tool per studiare e visualizzare i flussi di notizie ai tempi della rete. Si possono individuare le parole più ricorrenti, le testate più ricche di notizie internazionali e visualizzare graficamente le news in contemporanea.
Media Cloud is a system that lets you see the flow of the media. The Internet is fundamentally altering the way that news is produced and distributed, but there are few comprehensive approaches to understanding the nature of these changes. Media Cloud automatically builds an archive of news stories and blog posts from the web, applies language processing, and gives you ways to analyze and visualize the data. The system is still in early development, but we invite you to explore our current data and suggest research ideas. This is an open-source project, and we will be releasing all of the code soon. (dal sito Media Cloud)
"Spinoza è rinato all'indomani delle elezioni 2008, quel giorno il mio post fu ripreso da molti siti quale metafora dell'esito, portandoci molti lettori e spingendomi ad andare avanti con l'aiuto di Mauro Gasparini e Gianluca Chiappini, fino alle centinaia che oggi concorrono a definire questo esperimento 'social satira'".
Chiunque passi da Spinoza può inviare battute, da qualche giorno è in funzione anche un laboratorio per argomenti, nel quale i visitatori partecipano con commenti e integrazioni: "Su duecento freddure, non è difficile trovarne una dozzina di veramente valide", chiosa Andreoli. (dall'Unita.it)
Leggendo dei principi dell'usabilità dei software applicati inizialmente all'usabilità dei siti web
gli oggetti d'interfaccia non sono standardizzati (i bottoni possono essere resi con immagini e non essere facilmente riconoscibili, i menu sono diversi da sito a sito e dobbiamo ricostruire i tratti comuni per capire che son menu, i link non hanno lo stesso colore, in alcuni casi i link visitati sono differenziati e in altri no, e potremmo continuare…) (via usabile.it)

(via dotcoma)
e contemporaneamente sul google blog...
"Today we are launching "interest-based" advertising as a beta test on our partner sites and on YouTube. These ads will associate categories of interest — say sports, gardening, cars, pets — with your browser, based on the types of sites you visit and the pages you view. We may then use those interest categories to show you more relevant text and display ads."
Official Google Blog: Making ads more interesting (via Vanz)
Telecom presenta il progetto Working Capital (un'iniziativa interessante tra l'altro) e lo fa usando il lettering di Google.
Molti si sono chiesti come facesse Telecom ad usare il marchio di Google finché non si è chiarito che Telecom era autorizzata.
Il punto interessante però è un altro.
Un'azienda (Telecom) decide di riferirsi direttamente ad un altra (Google) per richiamare precisi concetti, che quest'ultima incarna:
progetto di successo, internet, web, innovazione, ecc.
La forza del brand Google è paurosa, basta richiamare il suo lettering, neanche il suo nome, per richiamare un insieme di concetti e valori.
La cosa ancora più divertente è che così facendo Telecom di fatto sta facendo branding per Google :)
Dario @ 0.36 | categoria: layout e usability | plink