dicembre 2008

venerdì 12

Esiste un uso efficace di Facebook o è solo una perdita di tempo?




Se lo chiede Sandrone Dazieri, sul suo blog:

Non riesco a far funzionare il social network come vorrei e comincio a chiedermi se sia un simpatico imbroglio. A cominciare da Facebook.[...] E il "come vorrei" significa che il social network, oltre a a farmi chiacchierare con estranei e lontani conoscenti [...], mi aiuti nella mia professione. Che è quella di far circolare contenuti, a volte di intrattenimento puro, a volte seri, per lo più una sorta di commistione.
Ora, veniamo al caso in questione.
Su Facebook ho circa 650 amici [...]. Oltre ai suddetti amici, mi pregio di avere un fan club (!!) a me intitolato che contiene circa duecento membri (che è poco rispetto a Saviano, ma meglio di quanto mi aspettassi). Sempre per chiarire meglio la base di partenza, specifico che di questi 650 amici circa, solo di venti ho chiesto io l'amicizia, e tutti gli altri mi hanno cercato perché mi conoscevano di nome o conoscevano i miei libri, e che ho scartato al sessanta per cento gli inviti generici non motivati, soprattutto quelli di anonimi che si firmano Mazzulator o Turbominkia, e di imprese commerciali (librerie escluse, per ovvi motivi). Quindi, come scrittore, i miei amici di Facebook sono esattamente le persone cui vorrei parlare della mia attività e dalle quali vorrei ricevere feedback su di essa. Concludo dicendo che i post che metto su questo blog vengono replicati in automatico nella mia bacheca di Facebook permettendo eventuali commenti, e che faccio numerosi post di aggiornamento. Quello che mi aspetto, quindi, è che queste persone, che si sono dichiarate interessate alla mia attività, per un verso o per l'altro, la supportino in un modo che vada al di là di generici complimenti e felicitazioni.
Ma, indovinate un po', questo non accade mai.



Appunto qui le mie riflessioni:

1. FB secondo me ha senso come network privato: i contatti (gli "amici") sono persone che devo conoscere, almeno un po'. È un circolo chiuso.
Per le community aperte ci sono altri strumenti, secondo me più efficaci (Blog, Tumblr, Twitter, ecc.).
Usare in modo aperto FB potrebbe (e sottolineo il condizionale) non essere efficace, per la natura stessa del mezzo, che essendo pensato per circoli di amici resta principalmente ludico, tra giochini idioti e appunto, foto delle vacanze.

2. Detto altrimenti FB è molto efficace nel creare velocemente community deboli, (diventa fan di Sandrone: si! fatto.)
Ma appunto si tratta di community deboli e deboli saranno le risposte che tali community produrranno.
Lo vedo molto meno efficace nel creare community forti (o meglio,visto che dovrebbe aggregare amici reali, la forza dell'aggregazione dovrebbe essere già esistente all'esterno di FB)

3. Più in generale il "costo" del passaggio da "leggo/partecipo online" a "esco di casa" non è bassissimo e spesso pochi sono disposti a pagare tale costo...
questo però non implica la totale inefficacia della comunicazione. Nello specifico l'esistenza del libro, della partecipazione a MSF è ora nota a 600 persone che non prima ne ignoravano l'esistenza.
Non sarà abbastanza per farle partecipare, ma è più di prima... contribuisce a costruire una reputazione, ad arricchirla di particolari. Magari un domani qualcuno vedrà il libro e deciderà di comprarlo o di regalarlo. Il branding grossomodo funziona così.
Dario @ 17.56 | categoria: logiche e cultura web | plink