Non posso non segnalare Sergio Maistrello, che racconta quanto le istituzioni e la PA siano lontani dall'aver capito cosa sia il Web:
Nel corso dei due convegni [...] ho sentito [...] dire che questa cosa delle relazioni in Rete potrà anche essere affascinante, ma che è bene rimanere alle relazioni in carne e ossa, che tutta questa virtualità della Rete non è cosa. Poi un consulente di sistemi informativi per la pubblica amministrazione affermare che è essenziale dividere Internet in due, una parte lasciata a disposizione della libera e prorompente creatività delle persone, ma l'altra necessariamente riservata alle informazioni certificate, affidabili, garantite, se no sono guai. La conclusione che ne traggo la prendo a prestito da Luca De Biase:
Ho l'impressione che la consapevolezza di questo rovesciamento delle gerarchie nella circolazione delle idee sia una sorta di nuovo digital divide culturale: c'è un'enormità di persone, ai vertici delle vecchie gerarchie, che non hanno ancora compreso la nuova dinamica e che la ritengono una questione di poco conto.