Una risposta ce la dà Luca De Biase sul suo blog, mostrando un grafico tratto da State of the blogosphere 2008
Un grafico tratto da State of the blogosphere 2008 mostra le principali motivazioni dei blogger. Appare evidente che la prima dinamica è legata alla dimensione del passaparola nella cerchia dell'espressione e della connessione personale. Mentre il legame con le altre dimensioni della vita sociale, l'economia personale o il sistema mediatico nel suo complesso, sono chiaramente in secondo piano. (via Luca De Biase)
Dario @ 12:28 | plink | categoria: blogosfera | commenti (0)
Una parte della blogosfera, quella parte che spesso dice cose interessantissime ma che troppo spesso tende ad autoidentificarsi con troppa facilità con la blogosfera tutta, sta in questi giorni celebrando il proprio funerale:
Se la Blogfest è stata la grande festa della blogosfera italiana, allora questa cosa - la blogosfera - è oramai diventata un fenomeno poco interessante e per nulla significativo.
La blogosfera italiana, non esiste più - ammesso che sia mai esistita. Molte delle dinamiche nuove che i blogger promettevano, molti degli elementi che li rendevano sostanzialmente diversi dai giornalisti (e qui mi interessa in particolare questo punto, non i blog-diario o altri fenomeni non legati all'info-comunicazione), non ci sono più. I blogger italiani non sono diventati giornalisti nuovi, ma i nuovi giornalisti. (Marco Mazzei)
Le persone cambiano, mutano interessi, talvolta si dedicano ad altro. Qualche sera fa parlavo con Giuseppe Granieri la cui attivita' di blogger e' andata ampiamente riducendosi in questi anni. Nel suo entusiasmo di cui mi diceva per le cose nuove che si possono fare "altrove in rete" io vedo solo segnali positivi, ben diversi dalla descrizione della Caporetto attualmente in corso. E come lui credo tanti altri, interessati piu' alla sostanza dell'ambiente digitale in cui si trovano che non alle sue convenzioni. (LA NICCHIA DELLA NICCHIA DELLA NICCHIA... - Manteblog)
Dario @ 0:24 | plink | categoria: blogosfera | commenti (0)
Nasce Memesphere - Dialoghi, buzz, persone e umori della rete. Ed è proprio una bella idea, da seguire costantemente.
Peccato solo che al momento non abbia i feed RSS attivi.
Memesphere vuole essere una fotografia fedele dei concetti e delle conversazioni online italiane in un dato periodo di tempo, uno strumento semplice e diretto rivolto a chi fa comunicazione e a chi partecipa al gioco dei media sociali.
Il nostro obiettivo è tracciare la rete, le conversazioni, gli hype, consentendo al lettore giorno dopo giorno di sperimentare un po' di serendipity grazie a quello che troverà nel "paginone" dei meme che proporremo. L'obiettivo è che le nostre pagine possano così innescare nuove conversazioni e il diffondersi di alternativi e immediati percorsi di trasferimento e riuso della conoscenza, anche in modo estemporaneo. (COSA È MEMESPHERE | Manifesto)
Dario @ 17:54 | plink | categoria: blogosfera | commenti (0)
Un po' di blogger ad un evento come quello che MS ha organizzato ieri servono perche' sono leggeri. Leggeri significa che magari uno di quei blogger (Elena nel caso di ieri) arriva con la sua telecamerina amatoriale e un pesante cavalletto e si mette a riprendere il keynote di Steve Ballmer per poi metterlo in rete a disposizione di tutti. Lo fa di sua spontanea volonta, perche' le va, senza guadagnarci nulla.
Leggeri significa che nessuno gliel'ha chiesto (e che nessuno glielo ha impedito) e che nonostante ci fossero fior di telecamere accese ovunque probabilmente a nessuno sarebbe venuto in mente di fare una cosa del genere. (via Manteblog)
Dario @ 13:27 | plink | categoria: blogosfera | commenti (0)
Assolutamente da leggere le riflessioni sugli effetti della nuova tendenza a far partecipare i blogger agli eventi di PR.
Le conversazioni che scaturiscono sono dettate dall'alto, è qualcuno che decide di cosa si parli. [...]
Dal basso non è partito nulla, proprio nulla. Abbiamo creato la figura del blogger presenzial-professionista ma perso le conversazioni dal basso. Perché l'unica possibile diventa sulla modalità partecipativa.
Quello conta alle varie sfere, ai vari glifi sociali. Tutto il resto, fosse una presentazione di Agent Provocateur o di storage della Sun, è assolutamente secondario. (via Annarella)
Dario @ 17:52 | plink | categoria: blogosfera | commenti (0)
La storia, almeno tra gli internauti della blogosfera, ma non solo, è nota: un hacker individua una stringa alfanumerica (sedici coppie di numeri) che permette di craccare la crittografia dei nuovissimi HD-DVD. La stringa finisce su Digg, luogo della rete ad alta visibilità. Per questo scatta la reazione dei proprietari dell'HD-DVD, che inviano ai gestori di Digg la Takedown Notice. Digg ubbidisce: cancellazione della notizia e ban dell'autore che l'aveva inserita.
E qui scatta la "rivolta", migliaia e poi milioni di post ovunque che replicavano la stringa incriminata, contro ogni censura.
Visto che le considerazioni sulla non controllabilità della rete che si oppone ai tentativi di censura e controllo sono state ampiamente sviluppate mi permetto di segnalare le forme di "resistenza" più fantasiose e ludiche, dalla canzone su youtube, ai fotomontaggi, fino alla trasformazione della stringa in codice colore e quindi in gif e quindi in t-shirt.
Infine segnalo l'interessante riflessione di Mantellini su Punto informatico:
Si tratta intanto di una operazione a costo zero. Questo è uno dei limiti più evidenti di molte delle attività di orientamento sociale in rete che spesso prendiamo ad esempio di una nuova identità politica mediata da Internet. Esprimere un parere, partecipare ad un movimento di opinione, mettere su Digg una breve sequenza numerica, non costa molto in termini di tempo o di energie spese.»
[...]
«Ma quasi mai al "contiamoci" che la rete catalizza seguono capacità di influenzare scelte e decisioni nelle sedi deputate. Internet vive in questo splendido e fastidioso isolamento politico: rappresenta ancora una sorta di Arcadia nei cui laghetti specchiare la bellezza dei nostri principi senza poi doverci caricare di seccature supplementari.
Dario @ 16:12 | plink | categoria: blogosfera | commenti (0)
Quanto in fretta riesce a diffondewrsi una notizia su internet? Sembrerebbe difficile saperlo, ma la cronaca ci da una mano.
Alle 13:56 Berlusconi dichiara: "Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi"
Scoppia un puteferio, ma a noi adesso non importa.
Ci importa invece che alle 14:17 viene inserito il primo post nel Blog sonouncoglione.
Alle 16:32 un'amica mi segnala l'indirizzo del blog sul messenger. Poco dopo il blog finisce sul Corsera, alle 16:55 il blog in questione organizza Smartmob a Firenze, Napoli, Siena, Bari, Milano, Torino Bologna e Palermo.
Alle 20.15 lo segnalano anche alla radio che ascolto abitualmente.
Non male no?
La velocità con la notizia (e l'url) di questo blog si è diffusa per la rete e paurosa. Quando si dice tam tam.
Dario @ 21:55 | plink | categoria: blogosfera | commenti (0)
In questi giorni di campagna elettorale, Openpolis - che non so bene chi siano, ma sono wiki :)) - hanno realizzato un sito, www.voisietequi.it, che attraverso 25 domande ti posiziona nella galassia dei partiti Italiani.
La cosa interessante però è un'altra. Il sito ha iniziato a girare nella blogsfera, a cominciare da siti pesanti, quali Manteblog e Wittgenstein. Il tam tam ha funzionato così bene che è andato in tilt. Il servizio è, infatti, di norma sospeso di pomeriggio.
Dario @ 21:14 | plink | categoria: blogosfera | commenti (0)