Gli utenti vogliono trovare subito il contenuto e non dover scorrere la pagina tra un sacco di annunci. Pertanto, questa modifica potrebbe riguardare i siti che non hanno molto contenuto "above the fold".(via Google italia blog)
Un utente sarà insoddisfatto se visita un sito che a prima vista non presenta alcun contenuto o dedica gran parte dello spazio iniziale a degli annunci pubblicitari. Ora siti di questo genere potrebbero non ottenere un buon posizionamento come in passato.
Siamo consapevoli che l'inserimento di annunci above the fold sia una pratica comune di molti siti web; questi annunci spesso hanno un buon rendimento e consentono ai publisher di monetizzare i contenuti online.
Questa modifica all'algoritmo non riguarda infatti i siti che pubblicano annunci above the fold con moderazione, ma principalmente i siti che sovraccaricano eccessivamente la parte superiore della pagina con annunci o che rendono difficile l'individuazione di contenuti originali all'interno della pagina.
Dario @ 0:08| plink | categoria: novità | commenti (0)
from Patrick Clair on Vimeo.
(via Paolo Ratto, via De Biase)Dario @ 2:06| plink | categoria: logiche e cultura web | commenti (0)
Yahoo! ha cominciato a perdere quando ha moltiplicato gli sforzi per tenere gli utenti dentro il suo "portale". Altavista ha cominciato a perdere quando è arrivata un'alternativa in grado di dare risultati più rilevanti. Google ha stravinto nei primi dieci anni del nuovo millenno. Ed è riuscita sempre a non lasciarsi intrappolare nella gabbia dell'autoreferizialità commerciale. Un eccesso di sfruttamento del suo fantastico servizio potrebbe ritorcersi contro la stessa Google. Purché ci sia un'alternativa. Qualcuno dice che sarà la coppia Microsoft-Facebook. Sarebbe un bizzarro ritorno al futuro. Altri sperano in nuove soluzioni ancora nella mente dei loro creatori.(Luca De Biase)
Dario @ 2:04| plink | categoria: marketing e comunicazione | commenti (0)
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O si pensa che una azienda che opera in tutto il mondo debba essere libera di fare solo il cazzo che vuole [leggasi 'che volete voi'], o no. tertium non datur.
aggiungo che io mi trovo molto più a mio agio in un mondo in cui non è il ceo di tuitter a decidere quali rivoluzioni sono quelle giuste. e quali che invece no.
Dario @ 13:56| plink | categoria: logiche e cultura web | commenti (0)
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Ma quello che dovremmo dirci, ora, subito, una volta per tutte, è che non esiste "il diritto a sparire dal web", così come non esiste il diritto a sparire dal mondo. Nella vita reale (ma questa distinzione ha sempre meno senso) uno ci può provare a volatilizzarsi (lo ha fatto per gioco un cronista di Wired Us un paio di anni fa prima di essere riacciuffato da un lettore in una pizzeria di provincia), ma resteranno sempre dei documenti a parlare di noi, e poi la memoria degli altri che ci ricorderanno. Quelle cose non si possono cancellare con un clic. E nemmeno con una legge europea o intergalattica.
Similmente su Internet esiste il diritto a cancellarsi da Facebook portandosi dietro tutti i dati personali (infatti è possibile farlo e non è più tanto difficile come un tempo). Esiste il diritto a navigare in rete senza lasciare tracce ed essere inseguito da coookie vari (e infatti con Chrome, anche Google ti consente dio farlo). Esiste il diritto ad essere avvisato che i nostri dati saranno conservati e usati per fini anche commerciali (e infatti Apple ci chiede di poterci seguire metro per metro quando usiamo l'iPhone). Tutte queste cose già esistono e una norma europea molto dettagliata non serve a fare la rivoluzione ma semplicemente a rafforzare un principio, che è riconducibile a un diritto fondamentale della persona (se poi, l'eccessiva minuziosità delle prescrizioni ne renda difficile l'attuazione e di breve periodo l'efficacia davanti al progresso tecnologico, è un altro discorso come mi ha fatto notare il Garante della Privacy Francesco Pizzetti).
Non esiste invece il diritto a far sparire tutti gli articoli o i post che parlano di noi, come qualcuno pretende. Quella si chiama storia. Qualcuno dirà: parliamo di storie irrilevanti. Ma un giorno i ricercatori andranno in rete a cercare di capire come vivevamo nei primi decenni del ventunesimo secolo. E quello che oggi ci appare minimo, domani servirà a raccontare chi eravamo davvero. E sarebbe ben strano se, come mi ha fatto notare l'avvocato Guido Scorza, tutte le storie di piccoli e grandi reati fossero scomparse. Se ne ricaverebbe l'impressione che vivevamo nell'età dell'oro e dell'onestà.
Dario @ 22:40| plink | categoria: logiche e cultura web | commenti (0)
Il nuovo design ricorda assolutamente Facebook. Dalle icone con le notifiche di richieste d'amicizia, messaggi ed eventi (almeno hanno fatto i pop up gialli invece che rossi!) allo stream con i commenti sotto (guardate il box per i commenti), dalla casella per aggiornare il proprio status alla chat (già aggiunta da un po') tutto sembra evidenziare da dove provenga l'ispirazione.
Da segnalare anche la diminuzione del numero di layout utilizzabili dai precedenti 152 agli attuali 7 e la conseguente sensazione di un ambiente molto più pulito e ordinato. D'altronde uno dei fattori della vittoria schiacciante di Facebook era per molti proprio la semplicità del layout, che non consentendo modifiche di fatto rassicurava molto di più gli utenti. (via)
Dario @ 8:52| plink | categoria: novità | commenti (0)
Report, il programma di Rai Tre condotto da Milena Gabbanelli, intervista Luciano Balbo sull'esperienza di Oltre Venture. (via Oltre Venture)
Dario @ 23:08| plink | categoria: DPi | commenti (0)
Why No Flash? The Bullet Points
[…]
To sum up quickly (the full release is below), Jobs says this of Flash:
1. It's proprietary.
2. Most web video plays on the iPhone/iPod Touch/iPad
3. Who needs Flash games? We have apps for that.
4. Flash has poor security.
5. Flash doesn't perform well on mobile devices.
6. Flash negatively affects battery life.
7. Flash was designed for PCs, not touchscreens.
(via readwriteweb.com)
Dario @ 18:38| plink | categoria: tecnica | commenti (0)
Come promemoria segnalo una serie di software per Windows che trovo utilissimi nel mio lavoro e che decisamente migliorano la mia produttività, da soli o combinati assieme.
Dario @ 18:31| plink | categoria: prodotti | commenti (0)
Dario @ 16:22| plink | categoria: tendenze | commenti (0)