Why No Flash? The Bullet Points
[…]
To sum up quickly (the full release is below), Jobs says this of Flash:
1. It's proprietary.
2. Most web video plays on the iPhone/iPod Touch/iPad
3. Who needs Flash games? We have apps for that.
4. Flash has poor security.
5. Flash doesn't perform well on mobile devices.
6. Flash negatively affects battery life.
7. Flash was designed for PCs, not touchscreens.
(via readwriteweb.com)
Dario @ 18:38| plink | categoria: tecnica | commenti (0)
Come promemoria segnalo una serie di software per Windows che trovo utilissimi nel mio lavoro e che decisamente migliorano la mia produttività, da soli o combinati assieme.
Dario @ 18:31| plink | categoria: prodotti | commenti (0)
Dario @ 16:22| plink | categoria: tendenze | commenti (0)
Luca De Biase segnala un altro utilizzo decisamente innovativo dell'iPad:
È soprattutto la riscoperta della relazione personale ma molto efficace che ciascuno conosce tra le immagini, gli schizzi, i disegni, i simboli, e la sintesi del contesto delle informazioni che si vogliono registrare. E poiché si avvicina l'epoca tante volte annunciata ma oggi, pare, più realistica, del tablet, si può immaginare una convergenza tra gli appunti in forma simbolica e la registrazione digitale. Il che significa il superamento del difetto cognitivo di chi apprende e crea usando molto la mente ma poco il corpo: finora la registrazione sul computer era basata su gesti sempre uguali, ripetuti all'infinito, come il movimento di pigiare sul tasto del mouse. Toccando lo schermo del tablet, il recupero della varietà gestuale del corpo, e le sue conseguenze cognitive, è "a portata di mano". Si comincia con la manipolazione delle foto. Poi si aggiungeranno gli appunti. E il resto si vedrà. (*)
Dario @ 15:50| plink | categoria: tendenze | commenti (0)
L'iPad di fatto per sua stessa natura è principalmente un mezzo di fruizione e non di produzione; serve per vedere/leggere molto più che per scrivere, è evidente.
E come dispositivo di lettura mostra alcuni campi di applicazione decisamente innovativi.
È il caso della lettura dei fumetti, ad esempio.
L'esperienza dei comics digitali finora è stata praticamente impossibile (la lettura vignetta per vignetta di alcuni primi timidi tentativi, ad esempio, snatura il fumetto, che vive del rapporto tra le vignette e della costruzione della tavola) ma invece trova il suo mezzo perfetto proprio nell'iPad. A tal proposito:
[...]ecco come si leggono i fumetti Marvel su iPad.
A me, convince parecchio. (via Rrobe)
Dario @ 15:44| plink | categoria: tendenze | commenti (0)
Raccolgo qui le cose più interessanti che ho letto sul nuovo device della mela.
Le considerazioni sull'iPad sono complicate perché si intrecciano due linee di pensiero che per quanto identificabili non sono facilmente districabili: i possibili scenari futuri che l'iPad apre e le caratteristiche del dispositivo in se.
Da un lato:
Mi interessa citare in particolare il commento di Fulvio, che descrivendo l'approccio naturale di sua figlia verso lo schermo touch dell'iPhone scriveva:
Ma se una bambina di tre anni e mezzo ha capito da sola come funziona iPhone, io credo che gli anziani di 60/70 anni possono tranquillamente capire e utilizzare un iPad per leggere il giornale, navigare su Internet, scrivere due lettere tramite mail e guardarsi le foto dei nipoti su quello strano aggeggio che si "tocca" (Mantellini sui suoi Contrappunti)
iPad - scrive Jarvis - "è un ritorno al concetto di audience. È questa la ragione per cui le media company e i pubblicitari l'hanno adottato così rapidamente, perché pensano torneranno i cari vecchi tempi nei quali noi semplicemente consumavamo senza creare, quando loro controllavano la nostra esperienza mediatica e noi utilizzavamo i loro modelli di business. La più assurda ed estrema prova di questo è l'applicazione di Time Magazine, essenzialmente un PDF del magazine che è peggio della versione web: non si può commentare, non si può ridistribuire, non si può linkare e costoro credono che tutto questo valga 4.99 dollari a settimana. Però le immagini sono belle". (sempre Mantellini sui suoi Contrappunti)
Dario @ 17:42| plink | categoria: tendenze | commenti (0)
Il tribunale di Milano ha condannato tre dirigenti di Google accusati di diffamazione e violazione della privacy per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione sul motore di ricerca di un video che mostrava un minore affetto da sindrome di Down insultato e picchiato da quattro studenti di un istituto tecnico di Torino. (via corriere.it)
La sentenza è di primo grado e non è definitiva. Ma apre uno scenario molto complicato per tutti i provider di accesso a internet e soprattutto le piattaforme che consentono la pubblicazione di materiali informativi (soprattutto ma non necessariamente solo) in video da parte degli utenti.
Se fosse portata alle sue conseguenze, questa sentenza significa che prima di pubblicare qualunque cosa riguardi terzi su Twitter, Flickr, YouTube, Facebook, un utente dovrebbe ottenere la liberatoria dai terzi stessi e se non lo fa anche le piattaforme sono responsabili. Le piattaforme dovrebbero dunque in questo senso vigilare su quanto gli utenti pubblicano. (via Luca De Biase)
Dario @ 13:44| plink | categoria: novità | commenti (0)
Il bellissimo spot di Google trasmesso durante il Superball
Dario @ 14:50| plink | categoria: marketing e comunicazione | commenti (0)
Interessante articolo sull'Economist sulla polarizzazione tra blockbuster e titoli di nicchia, soprattutto nella produzione di entertainment a scapito dei prodotti medi:
Is this increasing polarisation into blockbusters and niches good or bad? It certainly makes life harder for media companies. In a world of growing entertainment options it is more important than ever to make a splash. Miss the top of the chart, even by a little, and your product ends up fighting for attention along with thousands—perhaps millions—of other offerings. That prospect makes for jitters and, sometimes, conservatism. Broadcast television programmes must succeed quickly or they will be cancelled. It is becoming even harder to talk studio bosses into approving some kinds of film. Want to make a complicated political drama, based on an original screenplay, with expensive actors in exotic locations? Good luck with that.
Dario @ 12:15| plink | categoria: tendenze | commenti (0)