sabato 19 maggio 2012

Volkswagen, cosa non fare su Social media


Valentina Spotti ci racconta una storia interessante e molto istruttiva di come un uso sbagliato di Facebook e dei social possa velocemente diventare una catastrofe d'immagine.

Quando si sollecita l'interazione degli utenti è necessario essere pronti a tutto e vigilare sulla piega che prende la discussione, per poter intervenire tempestivamente se le cose vanno nella direzione sbagliata. Mai lasciar cadere una discussione: il rischio è che continui a vivere in modo incontrollato, ritorcendosi contro il brand


Dario @ 12:13| plink | categoria: logiche e cultura web | commenti (0)

giovedý 22 marzo 2012

Iácambiamenti dellĺalgoritmo di Google

Interessante infografica sui cambiamenti nel tempo dell'argoritmo di google.



(via ninjamarketing)

Dario @ 8:30| plink | categoria: logiche e cultura web | commenti (0)

mercoledý 29 febbraio 2012

Infografica Google Panda




Il mio amico Eugenio ha trovato questa splendida infografica su Google Panda.

Dario @ 14:04| plink | categoria: marketing e comunicazione | commenti (0)

lunedý 6 febbraio 2012

Di confezioni e contenuto

Come spesso accade Mafe spiega molto bene alcune logiche del web.

Qualcuno pensa davvero che, in un mondo in cui quando il tuo cliente ci rimane male fotografa, scrive e pubblica, sia intelligente dedicare buona parte delle energie al maquillage di una realtà che poi non può nascondere?

Perché non dedicare queste energie a capire che se la camera costa 215 euro parcheggio incluso (o wi-fi incluso o SPA inclusa) superati certi livelli di prezzo il cliente lo prendi lo stesso e lo fai sentire un principe ereditario? È difficile capire che chi vuole risparmiare da te non viene comunque e che chi vuole spendere detesta sentirsi un pollo da spennare?
(via Mafe De Baggis)

Dario @ 23:28| plink | categoria: logiche e cultura web | commenti (0)

I social network. Una sintesi



(via)





Aggiungerei: Tumblr. Fuckyeah Donuts :)

Dario @ 20:52| plink | categoria: logiche e cultura web | commenti (0)

venerdý 3 febbraio 2012

Google penalizza i troppi banner above the fold

Perfezionamento dell'algoritmo relativo alla struttura delle pagine


Gli utenti vogliono trovare subito il contenuto e non dover scorrere la pagina tra un sacco di annunci. Pertanto, questa modifica potrebbe riguardare i siti che non hanno molto contenuto "above the fold".

Un utente sarà insoddisfatto se visita un sito che a prima vista non presenta alcun contenuto o dedica gran parte dello spazio iniziale a degli annunci pubblicitari. Ora siti di questo genere potrebbero non ottenere un buon posizionamento come in passato.

Siamo consapevoli che l'inserimento di annunci above the fold sia una pratica comune di molti siti web; questi annunci spesso hanno un buon rendimento e consentono ai publisher di monetizzare i contenuti online.
Questa modifica all'algoritmo non riguarda infatti i siti che pubblicano annunci above the fold con moderazione, ma principalmente i siti che sovraccaricano eccessivamente la parte superiore della pagina con annunci o che rendono difficile l'individuazione di contenuti originali all'interno della pagina.
(via Google italia blog)

Dario @ 0:08| plink | categoria: novitÓ | commenti (0)

mercoledý 1 febbraio 2012

google?

Google "Trying not to be evil"


from Patrick Clair on Vimeo.

(via Paolo Ratto, via De Biase)

Dario @ 2:06| plink | categoria: logiche e cultura web | commenti (0)

Google e la competizione

Yahoo! ha cominciato a perdere quando ha moltiplicato gli sforzi per tenere gli utenti dentro il suo "portale". Altavista ha cominciato a perdere quando è arrivata un'alternativa in grado di dare risultati più rilevanti. Google ha stravinto nei primi dieci anni del nuovo millenno. Ed è riuscita sempre a non lasciarsi intrappolare nella gabbia dell'autoreferizialità commerciale. Un eccesso di sfruttamento del suo fantastico servizio potrebbe ritorcersi contro la stessa Google. Purché ci sia un'alternativa. Qualcuno dice che sarà la coppia Microsoft-Facebook. Sarebbe un bizzarro ritorno al futuro. Altri sperano in nuove soluzioni ancora nella mente dei loro creatori.
(Luca De Biase)

Dario @ 2:04| plink | categoria: marketing e comunicazione | commenti (0)

lunedý 30 gennaio 2012

Rispettare le leggi, belle e brutte


...
O si pensa che una azienda che opera in tutto il mondo debba essere libera di fare solo il cazzo che vuole [leggasi 'che volete voi'], o no. tertium non datur.

aggiungo che io mi trovo molto più a mio agio in un mondo in cui non è il ceo di tuitter a decidere quali rivoluzioni sono quelle giuste. e quali che invece no.


Cristiano Valli sulla censura di Twitter

Dario @ 13:56| plink | categoria: logiche e cultura web | commenti (0)

mercoledý 25 gennaio 2012

come cambia il futuro se il passato non passa mai?

...
Ma quello che dovremmo dirci, ora, subito, una volta per tutte, è che non esiste "il diritto a sparire dal web", così come non esiste il diritto a sparire dal mondo. Nella vita reale (ma questa distinzione ha sempre meno senso) uno ci può provare a volatilizzarsi (lo ha fatto per gioco un cronista di Wired Us un paio di anni fa prima di essere riacciuffato da un lettore in una pizzeria di provincia), ma resteranno sempre dei documenti a parlare di noi, e poi la memoria degli altri che ci ricorderanno. Quelle cose non si possono cancellare con un clic. E nemmeno con una legge europea o intergalattica.

Similmente su Internet esiste il diritto a cancellarsi da Facebook portandosi dietro tutti i dati personali (infatti è possibile farlo e non è più tanto difficile come un tempo). Esiste il diritto a navigare in rete senza lasciare tracce ed essere inseguito da coookie vari (e infatti con Chrome, anche Google ti consente dio farlo). Esiste il diritto ad essere avvisato che i nostri dati saranno conservati e usati per fini anche commerciali (e infatti Apple ci chiede di poterci seguire metro per metro quando usiamo l'iPhone). Tutte queste cose già esistono e una norma europea molto dettagliata non serve a fare la rivoluzione ma semplicemente a rafforzare un principio, che è riconducibile a un diritto fondamentale della persona (se poi, l'eccessiva minuziosità delle prescrizioni ne renda difficile l'attuazione e di breve periodo l'efficacia davanti al progresso tecnologico, è un altro discorso come mi ha fatto notare il Garante della Privacy Francesco Pizzetti).

Non esiste invece il diritto a far sparire tutti gli articoli o i post che parlano di noi, come qualcuno pretende. Quella si chiama storia. Qualcuno dirà: parliamo di storie irrilevanti. Ma un giorno i ricercatori andranno in rete a cercare di capire come vivevamo nei primi decenni del ventunesimo secolo. E quello che oggi ci appare minimo, domani servirà a raccontare chi eravamo davvero. E sarebbe ben strano se, come mi ha fatto notare l'avvocato Guido Scorza, tutte le storie di piccoli e grandi reati fossero scomparse. Se ne ricaverebbe l'impressione che vivevamo nell'età dell'oro e dell'onestà.


Riccardo Luna sul Post a proposito del diritto all'oblio

Dario @ 22:40| plink | categoria: logiche e cultura web | commenti (0)