
25.1.2012
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Ma quello che dovremmo dirci, ora, subito, una volta per tutte, è che non esiste "il diritto a sparire dal web", così come non esiste il diritto a sparire dal mondo. Nella vita reale (ma questa distinzione ha sempre meno senso) uno ci può provare a volatilizzarsi (lo ha fatto per gioco un cronista di Wired Us un paio di anni fa prima di essere riacciuffato da un lettore in una pizzeria di provincia), ma resteranno sempre dei documenti a parlare di noi, e poi la memoria degli altri che ci ricorderanno. Quelle cose non si possono cancellare con un clic. E nemmeno con una legge europea o intergalattica.
Similmente su Internet esiste il diritto a cancellarsi da Facebook portandosi dietro tutti i dati personali (infatti è possibile farlo e non è più tanto difficile come un tempo). Esiste il diritto a navigare in rete senza lasciare tracce ed essere inseguito da coookie vari (e infatti con Chrome, anche Google ti consente dio farlo). Esiste il diritto ad essere avvisato che i nostri dati saranno conservati e usati per fini anche commerciali (e infatti Apple ci chiede di poterci seguire metro per metro quando usiamo l'iPhone). Tutte queste cose già esistono e una norma europea molto dettagliata non serve a fare la rivoluzione ma semplicemente a rafforzare un principio, che è riconducibile a un diritto fondamentale della persona (se poi, l'eccessiva minuziosità delle prescrizioni ne renda difficile l'attuazione e di breve periodo l'efficacia davanti al progresso tecnologico, è un altro discorso come mi ha fatto notare il Garante della Privacy Francesco Pizzetti).
Non esiste invece il diritto a far sparire tutti gli articoli o i post che parlano di noi, come qualcuno pretende. Quella si chiama storia. Qualcuno dirà: parliamo di storie irrilevanti. Ma un giorno i ricercatori andranno in rete a cercare di capire come vivevamo nei primi decenni del ventunesimo secolo. E quello che oggi ci appare minimo, domani servirà a raccontare chi eravamo davvero. E sarebbe ben strano se, come mi ha fatto notare l'avvocato Guido Scorza, tutte le storie di piccoli e grandi reati fossero scomparse. Se ne ricaverebbe l'impressione che vivevamo nell'età dell'oro e dell'onestà.
Dario @ 22:40 | categoria: logiche e cultura web | plink | commenti (0)
30.10.2010
Il nuovo design ricorda assolutamente Facebook. Dalle icone con le notifiche di richieste d'amicizia, messaggi ed eventi (almeno hanno fatto i pop up gialli invece che rossi!) allo stream con i commenti sotto (guardate il box per i commenti), dalla casella per aggiornare il proprio status alla chat (già aggiunta da un po') tutto sembra evidenziare da dove provenga l'ispirazione.
Da segnalare anche la diminuzione del numero di layout utilizzabili dai precedenti 152 agli attuali 7 e la conseguente sensazione di un ambiente molto più pulito e ordinato. D'altronde uno dei fattori della vittoria schiacciante di Facebook era per molti proprio la semplicità del layout, che non consentendo modifiche di fatto rassicurava molto di più gli utenti. (via)
Dario @ 8:52 | categoria: novità | plink | commenti (0)
29.10.2010
Report, il programma di Rai Tre condotto da Milena Gabbanelli, intervista Luciano Balbo sull'esperienza di Oltre Venture. (via Oltre Venture)
Dario @ 23:08 | categoria: DPi | plink | commenti (0)